Montefeltro, chilometri di meraviglie

Il Montefeltro

Il Montefeltro è un’area geografica che si trova nell’entroterra della provincia Marchigiana di Pesaro-Urbino, incastrato fra le regioni Umbria, Toscana, Emilia Romagna e la Repubblica di San Marino. Ne fanno parte 35 comuni, che hanno dato origine a 4 comunità montane: Montefeltro, Alta Valmarecchia, Alto e Medio Metauro, Catria e Nerone.

Territorio di rara bellezza ambientale e di grande ricchezza culturale, il Montefeltro ha come suo naturale punto di riferimento Urbino, sua capitale ideale, città patrimonio mondiale Unesco dell’umanità, ogni sottolineatura è superflua pensando a questa cittadina capolavoro del Rinascimento.

In realtà, la fortuna del Montefeltro sta in quella preziosa circostanza in cui la terra e l’uomo sono uniti e in armonia producono insieme longevi risultati.
Da secoli l’uomo raccoglie, coltiva, trasforma, protegge i doni di questa terra. A sua volta la terra prende dall’uomo il rispetto, la delicatezza e persino la timidezza di chi ha compreso l’essenza della propria identità.

Posto a crocevia tra storiche strade, è da sempre caratterizzato da un territorio mutevole con molteplici aspetti ambientali e paesaggistici. Ad ogni valico e cambio di direzione, si assiste al variare degli scenari e dei paesaggi: dagli aspri orizzonti montuosi del Sasso Simone e Simoncello e del monte Carpegna, a quelli maestosi e imponenti del Catria e del Nerone, passando per quelli più verdi e boscosi dell’Alpe della Luna fino a quello delle morbide colline che scendono verso l’Adriatico.
Ovunque, i segni e le opere dell’uomo che hanno reso agevoli i collegamenti e le soste, attraverso un diffuso e capillare il sistema d’ospitalità.

Acqualagna, Apecchio, Auditore, Belforte all’Isauro, Borgo Pace, Cagli, Cantiano, Carpegna, Casteldelci, Fermignano, Frontino, Lunano, Macerata Feltria, Maiolo, Mercatello sul Metauro, Mercatino Conca, Monte Calvo in Foglia, Montecerignone, Montecopiolo, Montegrimano, Novafeltria, Peglio, Pennabilli, Petriano, Piandimeleto, Pietrarubbia, Piobbico, San Leo, Sant’Agata Feltria, Sant’Angelo in Vado, Sassocorvaro, Sassofeltrio, Talamello, Tavoleto, Urbania, Urbino.

Questo in ordine alfabetico l’elenco dei borghi /comuni che compongono il territorio del Montefeltro (ad oggi alcuni di loro si sono uniti, dando origine a delle “unione di Comuni”)

Urbino

Città incoronata dal tempo e per sempre legata alla memoria del suo illuminato signore, il Duca Federico.
Chi non l’ha vista non può immaginare il sobrio splendore di Palazzo Ducale, l’armonioso saliscendi delle strade e dei vicoli con scorci improvvisi sul Montefeltro.
Ma non è Urbino il solo gioiello a brillare in questa terra. Sembra anzi che la luce della città ideale del Rinascimento illumini e proietti attorno a sè echi architettonici che si propagano sui vicini e piccoli borghi, nelle tante pievi e abbazie, nelle case rurali e nelle colombaie.
Due sono i tratti inconfondibili dell’architettura del Montefeltro: il cotto rosso dell’eleganza borghese e le solide pietre di cava delle costruzioni più esposte e arrampicate.
In ogni comune, poi, un palazzo, un castello, una dimora, una roccaforte a ricordare la nobiltà del luogo: ricchezza privata e protezione della comunità.

Il Montefeltro ha conservato bene le sue diverse identità, prova che questa terra non ha mai vissuto l’abbandono, ma la continuità di epoche che hanno portato il loro segno. Collocando discretamente e felicemente le loro impronte una accanto alle altre, per tracciare un ricco cammino di storia ad oggi ancora ben leggibile.

ENOGASTRONOMIA

La crescia Sfogliata

È parente molto stretta della piadina romagnola, ma si differenzia per l’impasto che è arricchito con uova e pepe, rendendola molto gustosa e saporita. È talmente golosa che la si può degustare anche da sola. Il suo abbinamento perfetto è con il prosciutto crudo e la casciotta d’Urbino ma la si può farcire in mille modi, con salumi, stracchino, squacquerone, erbette di campo ripassate in padella, o bresaola.

La crescia sfogliata si usa sul versante di Urbino. Diverso è il crostolo, che invece si usa nel versante di Urbania, dove si inserisce nell’impasto anche la polenta, con la farina di mais.

La casciotta d’Urbino

La vera “Casciotta d’Urbino” è prodotta esclusivamente nel territorio della provincia di Pesaro-Urbino, secondo tecniche casearie di radici antiche, consolidate nei secoli, rigidamente regolamentate.
Il primo Disciplinare venne formalizzato nel 1982, disciplinare che successivamente integrato e modificato da origine alla Denominazione di Origine Protetta, D.O.P. tuttora vigente. Ma le prime notizie della produzione di questo formaggio, risalgono al 1400 quando papa Bonifacio IX regolamenta la transumanza nelle terre del Vaticano e di conseguenza nel Montefeltro. Notizie documentate testimoniano che a metà del 1500 al grande Michelangelo venivano inviati da Casteldurante prosciutti  e forme di casciotta, di cui pare che il famoso scultore fosse un estimatore.
La D.O.P. sancisce che la “Casciotta d’Urbino” è un prodotto le cui caratteristiche organolettiche e merceologiche derivano prevalentemente dalle condizioni ambientali e dalle consuetudini di fabbricazione esistenti nella zona di produzione.
Naturalmente la D.O.P. è riservata solamente al prodotto in possesso di tutti i requisiti che gli offrono una peculiare connotazione: la “Casciotta d’Urbino” è formaggio grasso a pasta semicotta, ottenuto con latte di pecora intero in misura variabile da un minimo del 70 ad un massimo dell’80%, e di latte di vacca intero per il restante 20-30% proveniente da due mungiture giornaliere, rappresenta uno dei simboli della tipicità enogastronomica del territorio marchigiano (urbinate in particolare) e un momento di arricchimento per molti piatti. Se è vero che può essere goduto anche da solo, magari con pane rustico, per un semplice spuntino, altrettanto vero è che si associa perfettamente nelle tavole a uova e prosciutto o in simbiosi ad altri latticini.

Il Montefeltro è una di quelle rare terre dove si può viaggiare a tema:

per arte e architettura – per mappe del gusto e delle tipicità – per oasi ambientali e riserve naturali, o per tutto quanto insieme,

qui le meraviglie non finiscono mai!

La bicicletta è sicuramente il mezzo ideale per scegliere di attraversare e vivere appieno un territorio come il Montefeltro. Un vasto ventaglio di proposte, saprà ripagare il turista che dedicando interesse e tempo, si farà accompagnare alla sua scoperta.

MARCHE and Bike mette a disposizione professionalità e servizi e offre la possibilità di realizzare queste scoperte, organizzando attraverso una serie di itinerari la visita con accompagnamento del Montefeltro e delle sue peculiarità.